Biografia

Giancarlo Poloni, pittore e grafico, elabora una singolare visione dell’iconografia sacra. Coglie con stupore e meraviglia i dati cognitivi atti a coinvolgere l’attenzione del fruitore. Il suo segno incisivo vivifica i soggetti rendendoli protagonisti indiscussi; un cromatismo intenso ma raffinato e un segno febbrile e nel contempo lirico esaltando il desiderio di equilibrio dato da un disegno autonomo volto a rievocare i papiers d’èpoque. 

Un’arte popolata di allusioni, introspezioni dell’anima, percezioni psicologiche, che Poloni crea spontaneamente, mettendo in risalto la sua magistrale padronanza dei mezzi utilizzati. La figura umana diventa la soglia tra l’aspetto pittorico e il carattere crittografico, dato un agglomerato di simboli e intenzioni. La figura del Cristo, costruita con il solo ausilio del segno, enfatizza il momento cruciale evidenziando l’espressività del volto attraverso segni spezzati e linee circonferenziali. 

Il giornale, materiale ricorrente nel ciclo produttivo dell’artista, è lo schermo di studio, una sorta di piattaforma sulla quale operare, dedita alla progettualità di un nucleo creativo inteso come “grumo” mentale ed emotivo. Vere e proprie connessioni si articolano nello spazio dove casualità e incontro tra la carta e l’artista diventano il binomio ottimale. 

Sul piano pittorico si dimostra eclettico, sa essere sia classico che contemporaneo. I corpi rivelano la sua notevole capacità di strutturare le anatomie sia sul piano osteologia che mitologico. Una particolare Crocifissione stupisce il pubblico per il metodo adoperato; l’artista decide di sviluppare una costruzione con l’uso del colore direttamente sulla tela di Juta. Il risultato è affascinante, un corpo equilibrato emana luce propria attraverso pianti di colore sovrapposti con armonia e simmetria